La veste della Duchessa

Eleonora di Toledo

Lo stile di Eleonora a Pisa

LA SOTTANA CO’ LA CODA 

Tra i beni pervenuti alle collezioni pubbliche del Museo di Palazzo Reale di Pisa si registra un nucleo di tre vesti femminili scalabili tra la metà del XVI e l’inizio del XVII secolo. Gli abiti, provenienti dal Convento di San Matteo, sono stati modificati e impiegati per la vestizione di una madonna lignea secondo una pratica devozionale pro rimedio animae ampiamente attestata a partire dal ‘300.

All’interno di questo prezioso guardaroba consacrato alla madonna si distingue un abito in velluto di seta cremisi, una sontuosa veste di foggia cinquecentesca guarnita da passamanerie in raso con ricami in oro, completa di maniche e bottoni, preservatasi nei secoli grazie alle cure delle monache benedettine.

Una veste regale per la raffinatezza dei filati ma ancor più del colore, il rosso di kèrmes, preziosa tintura animale il cui impiego viene regolamentato nel 1562 dalla normativa suntuaria voluta da Cosimo de Medici emanata per riservare l’uso del chermisi ai Principi e ai nobili di Corte.

Un elemento fortemente distintivo che circoscrive ulteriormente l’ambito di provenienza dell’abito ritrovato, non a caso, proprio presso il convento di S.Matteo, protettorato ducale confinante con la residenza pisana di Cosimo. L’intervento di restauro, finanziato e diretto dalla Soprintendenza BBCC e condotto dal Centro Restauri Tessili di Pisa, ha restituito finalmente all’abito la sua foggia originale di “sottana co’ la coda”, recuperando un documento unico di quello stile alla “moda di Spagna” importato in Toscana da Eleonora di Toledo, sposa di Cosimo I, Duchessa di Toscana, ispiratrice di un nuovo modo di vestirsi e di vivere nella Firenze medicea alla metà del XVI secolo: Eleonora, Signora di Firenze, che tanto amava intrattenersi e soggiornare nella città di Pisa.

LO STUDIO SARTORIALE 

È stato introdotto da una puntuale ricognizione di tutti i “segni” evidenti sia sul dritto che sul rovescio dei tessuti : misurazioni e rilievi di tagli, cuciture e cimose hanno guidato la mappatura dei modelli evidenziando le trasformazioni subite dalla veste e lo stato di conservazione dei materiali. Attraverso i dati recuperati in questa prima fondamentale fase è stato possibile individuare la costruzione sartoriale primaria e tracciare le linee operative per il recupero della foggia originale dell’abito.

Il riposizionamento del sontuoso strascico, camuffato e nascosto all’interno della gonna, ha restituito alla veste l’aspetto regale di “sottana co’ la coda”, una veste alla “moda di Spagna” splendidamente conservata ed esemplificativa dei canoni introdotti da Eleonora di Toledo , moglie di Cosimo I, duchessa di Toscana.
Il progetto conservativo ha potuto contare su uno studio prolungato del manufatto e sull’apporto di conoscenze specialistiche che hanno consentito di comparare e valutare i dati recuperati nei singoli campi di ricerca orientando in maniera decisiva le modalità d’intervento. L’intervento conservativo, articolato in due tranches operative, ha mantenuto inizialmente l’abito nella foggia predisposta dalle monache per la vestizione della / r statua. Un I k ti.” __ _ – supplemento dei lavori ha consentito infine di recuperare per intero la foggia originale della veste e di riposizionare il sontuoso strascico, sapientemente occultato. Il carattere interdisciplinare della ricerca ha costituito l’elemento fondante del progetto conservativo consentendo la lettura a la verifica dei dati raccolti secondo criteri di valutazione specifici e comparati. Il restauro stesso, del resto, offre come non mai la possibilità di osservare da vicino la materia del documento nella sua complessità tecnico formale: una visione privilegiata, una finestra sulla Storia da aprire con discrezione e rispetto per comprendere e ricordare.

È stato introdotto da una puntuale ricognizione di tutti i “segni” evidenti sia sul dritto che sul rovescio dei tessuti : misurazioni e rilievi di tagli, cuciture e cimose hanno guidato la mappatura dei modelli evidenziando le trasformazioni subite dalla veste e lo stato di conservazione dei materiali. Attraverso i dati recuperati in questa prima fondamentale fase è stato possibile individuare la costruzione sartoriale primaria e tracciare le linee operative per il recupero della foggia originale dell’abito. Il riposizionamento del sontuoso strascico, camuffato e nascosto all’interno della gonna, ha restituito alla veste l’aspetto regale di “sottana co’ la coda”, una veste alla “moda di Spagna” splendidamente conservata ed esemplificativa dei canoni introdotti da Eleonora di Toledo , moglie di Cosimo I, duchessa di Toscana.

IL RESTAURO 
Il progetto conservativo ha potuto contare su uno studio prolungato del manufatto e sull’apporto di conoscenze specialistiche che hanno consentito di comparare e valutare i dati recuperati nei singoli campi di ricerca orientando in maniera decisiva le modalità d’intervento. L’intervento conservativo, articolato in due tranches operative, ha mantenuto inizialmente l’abito nella foggia predisposta dalle monache per la vestizione della statua. Un supplemento dei lavori ha consentito infine di recuperare per intero la foggia originale della veste e di riposizionare il sontuoso strascico, sapientemente occultato Il carattere interdisciplinare della ricerca ha costituito l’elemento fondante del progetto conservativo consentendo la lettura a la verifica dei dati raccolti secondo criteri di valutazione specifici e comparati. Il restauro stesso, del resto, offre come non mai la possibilità di osservare da vicino la materia del documento nella sua complessità tecnico formale: una visione privilegiata, una finestra sulla Storia da aprire con discrezione e rispetto per comprendere e ricordare.

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